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AL SICURO TRA I MURI DI SCUOLA? Il Rapporto 2015 di Cittadinanzattiva

AL SICURO TRA I MURI DI SCUOLA? Il Rapporto 2015 di Cittadinanzattiva
novembre 13
13:25 2015

cittadAttiva_colori copia20 marzo 2001: Laura Agnora, 14 anni;

31 ottobre 2002: Antonio Astore, Antonella Borrelli, Michela Buonaugurio, Carmela Ciniglio, Maria Colantuono, Melisa De Lisio, Sergio Di Cera, Antonio Di Renzo, Maria Di Renzo, Lorenzo Francario, Luca Iacurto, Paolo Romano Iacurto, Valentina Ianiri, Domenico La Fratta, Morena Morelli, Gianni Nardelli, Giovanna Nardelli, Luigi Occhionero, Luigi Petacciano, Maria Celeste Picanza, Raffaele Picanza, Valentina Picanza, Gianmaria Riggio, Luca Riggio, Costanza Serrecchia,Martina Vassalli, Umberto Visconti, Giovanna Ritucci (una insegnante e 27 bambini);

ottobre 2004: Ilaria Raschiatore, 4 anni;

22 novembre 2008: Vito Scafidi, 17 anni;

6 aprile 2009: Davide Centofanti, Luciana Capuano, Luca Lunari, Marco Alviani, Hussein Hamade, Angela Antonia Cruciano, Alessio Di Simone, Danilo Ciolli, Francesco Esposito (tutti studenti e un giovane vigilante).

“Che Paese è quello che permette che la scuola cada addosso agli studenti?” Chiede la madre di Vito Scafidi in una lettera scritta al presidente Renzi.

Sì, perché il troppo lungo elenco di nomi che avete letto qui sopra è di bambini e giovani morti dentro una scuola, per un crollo. Salutati, come ricorda la mamma di Laura Agnora, mentre si incamminavano felici verso la scuola. E riabbracciati in una bara.

La drammatica, scandalosa fotografia viene dal Tredicesimo Rapporto di Cittadinanzattiva su Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola, appena pubblicato dalla nostra casa editrice. Tredici anni di vittime che l’associazione non si stanca di nominare.

“Ciò che colpisce nel leggere le testimonianze drammatiche dei familiari di queste giovani vittime – si sottolinea  nel testo – è soprattutto la loro capacità di trasformare la propria tragedia personale in impegno accorato, inossidabile, inarrestabile per rendere le scuole italiane più sicure a beneficio dell’intera collettività”.
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Il rapporto prende in esame 101 scuole distribuite in tutto il territorio, fornendo per ognuna un giudizio finale  sul livello di sicurezza che tiene conto dei risultati raccolti su quattro macroaree di indagine: l’edificio (stato della struttura), la qualità (adeguatezza, accessibilità e livello di comfort), prevenzione/vigilanza (cultura della sicurezza) e organizzazione (adeguamento alla legge, igiene e pulizia, certificazioni).

Il lavoro di indagine ha previsto diverse fasi di lavoro, iniziato a dicembre 2014 con la revisione degli strumenti di rilevazione per poi procedere con la formazione dei monitori civici, il monitoraggio all’interno delle scuole che si sono rese disponibili, la messa a punto del database, la raccolta dei dati e la loro presentazione pubblica. In quest’ultimo mese il Rapporto sarà presentato nelle città partecipanti all’indagine e molto del lavoro verterà sula preparazione degli eventi della XIII Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, prevista per il 20 e 21 novembre in centinaia di istituti scolastici d’Italia.

Nel presentare la graduatoria complessiva degli edifici scolastici (39 con punteggio buono, 32 discreto, 27 sufficiente, 3 insufficiente e nessuno pessimo) il rapporto sottolinea un paio di considerazioni appropriate e molto preziose:

“Si tratta di un’operazione utile soprattutto per fornire elementi di interpretazione del problema. È bene tenere presente, tuttavia, che i giudizi e la graduatoria delle scuole si riferiscono esclusivamente ai dati relativi alle componenti già citate (sicurezza degli edifici, livello di qualità/comfort delle strutture, attività di prevenzione/vigilanza e organizzazione), non alla valutazione di altri elementi come la qualità del personale o la qualità dell’insegnamento, né tanto meno al sistema scuola nel suo complesso.

Per evitare, inoltre, un uso non appropriato dei dati contenuti nel presente rapporto, si ribadisce, da un lato, quale sia il significato da attribuire ai dati così come riportato nella nota metodologica e si sottolinea, dall’altro, che l’obiettivo dell’indagine promossa dalla Scuola di cittadinanza attiva, è quello di sensibilizzare i soggetti coinvolti e tutta l’opinione pubblica nei confronti di un tema particolarmente importante come quello della sicurezza e non di penalizzare oltre misura le scuole che hanno partecipato all’indagine solo per il fatto di aver accettato di farlo. Siamo certi, infatti, che soltanto il coinvolgimento attivo di dirigenti scolastici, insegnanti, genitori, operatori scolastici, studenti, cittadini comuni e istituzioni locali e nazionali consentirà di unire competenze, punti di vista diversi e risorse economiche al fine di ottenere il rispetto degli standard di sicurezza previsti dalle leggi e l’assunzione”.

Cittadinanzattiva, con sede a Roma ma capillarmente diffusa in tutta Italia, non si occupa naturalmente solo di scuola. Forte della formula di “segnalazione dal basso”, ritiene che il cittadino, perché possa agire con la sua voce, debba essere informato. Il lavoro dell’associazione prevede quindi la costante produzione di rapporti sullo stato delle cose che riguardano anche molti altri ambiti. Lasciamo che siano loro stessi a spiegarcelo, tramite il Responsabile Comunicazione Alessandro Cossu, che ricorda così anche la nascita della collana che FrancoAngeli oggi ha il piacere di poter proporre in catalogo, e i progetti futuri:

Fare “informazione civica”  è una delle attività ordinarie di Cittadinanzattiva e il filo conduttore di questa collana che porta la sua firma.

Informazione civica è la  “produzione di informazioni da parte dei cittadini e a partire dal loro punto di vista, orientata alla trasformazione della realtà” (Giovanni Moro, Manuale di cittadinanza attiva). 
Mobilitare i cittadini intorno a un problema che li interessa o li coinvolge, accrescere la loro capacità di osservare la realtà e di raccogliere dati, mettere a punto le informazioni prodotte e usarle per definire, comunicare e far contare il proprio punto di vista nelle questioni di rilevanza pubblica e sociale, è una delle modalità scelte da Cittadinanzattiva per tutelare i diritti e prendersi cura dei beni comuni. Questo approccio ha permesso di portare all’attenzione generale problemi che, pur comportando pesanti conseguenze sulla vita dei cittadini, erano stati fino a quel momento ignorati o sottovalutati. A partire dalla sicurezza scolastica, argomento per molti anni considerato secondario, e a cui abbiamo dedicato da oltre dieci anni un rapporto annuale “Sicurezza, qualità e comfort a scuola”. O, ancora, le priorità del Servizio Sanitario Nazionale che emergono dalle segnalazioni  dei cittadini che ogni anno si rivolgono al servizio di consulenza e tutela del Tribunale per i diritti del malato, e che confluiscono nel Rapporto PiT Salute. Così come una analisi degli effetti reali del federalismo in sanità, in termini di differenza di servizi, qualità e accesso, ad esempio, che viene resa evidente nel Rapporto annuale dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità; o quella resa dal Rapporto annuale sulle politiche della cronicità, in cui decine di associazioni di pazienti concorrono alla creazione di una fonte di informazione diversa e puntuale su come nel nostro Paese vengano affrontate le necessità dei pazienti affetti da patologie croniche e rare. Ma la collana offrirà anche una analisi civica delle difficoltà affrontate quotidianamente dai cittadini consumatori e l’elaborazione di proposte per il superamento delle criticità, con il  Rapporto PiT Servizi, su ambiti come i servizi di pubblica utilità e i servizi finanziari, bancari e assicurativi.

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Il Rapporto PiT Salute – dal significativo titolo “Sanità pubblica, accesso privato”  – è stato presentato oggi a Roma presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio alla Camera dei Deputati. E’ alla sua diciottesima edizione e tratta le informazioni che il servizio PiT Salute e le 330 sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato raccolgono nel corso della propria attività di tutela dei cittadini in ambito sanitario.

Sarà disponibile al pubblico, anch’esso pubblicato dalla nostra casa editrice, da gennaio 2016. Contemporaneamente pubblicheremo report che delineano il quadro attuale in materia di Mobilità e Trasporti, Telecomunicazioni e Servizi Postali, Servizi Bancari e Assicurativi, Energia e Ambiente.

Un libro per ogni argomento, strumenti essenziali per un cittadino informato.

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