Dietro le Quarte

PASSEGGIANDO CON FRANCO BERRINO. Un libro, e fiori di ciliegio

PASSEGGIANDO CON FRANCO BERRINO. Un libro, e fiori di ciliegio
aprile 14
15:45 2015

Fare il vuoto dentro di sé, espirare, ci permette di percepire l’infinito dentro di noi. La nostra vita è contrazione e distensione. Fate durare l’espirazione come se fosse un piacere. Non essere coscienti del respiro ci rende tristi e rancorosi.

Ecco, ora capirete che non ci troviamo davanti a un testo in cui si parli “solo” di alimentazione buona per star bene.

D’altra parte chi conosce Franco Berrino, e ancor più chi – e siamo davvero molti – lo segue con ammirazione riconoscendogli un ruolo di Maestro, non si stupisce affatto.

Le sue raccomandazioni, frutto di decenni di ricerca e applicazione nel campo della medicina preventiva e predittiva nell’omonimo Dipartimento all’Istituto dei Tumori di Milano, sono il pane per chi desidera ritrovare un rapporto di giustizia con il pianeta, i suoi abitanti, i suoi frutti.

Ecco perché la raccolta di articoli pubblicata nell’ultimo suo libro, “Il cibo dell’uomo. La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze” pur affrontando in primo luogo il rapporto tra malattia e cibo (e fornendo una guida in tal senso precisissima e più che esauriente) lascia correre il pensiero verso una filosofia di vita che include nel “cibarsi” non solo gli alimenti ma l’aria, le esperienze, il colore, i sentimenti.

È da lì che siamo partiti per la nostra chiacchierata, passeggiando tra i ciliegi in fiore.

Ecco la videointervista realizzata pochi giorni fa al Campus Cascina Rosa:

 

E poi ci sono le altre parole di Berrino, quelle di denuncia, senza peli sulla lingua, preziose perché arrivano da chi ha lavorato da sempre dentro l’Accademia, dentro l’Istituzione.

Prendiamone solo qualcuna qua e là, nel testo, per capirne la portata:

Il cancro rende. I nuovi farmaci non guariscono ma mantengono in vita il paziente anche per anni […] È la gallina dalle uovo d’oro […] La fonte di reddito per gli ospedali sono i malati. I sani interessano solo come mercato delle nuove tecnologie per la diagnosi precoce e, drammaticamente, per la sovradiagnosi.

I medici oggi sono ricchissimi di conoscenze biologiche e farmacologiche, ma paradossalmente sembrano sapere sempre meno di nutrizione e hanno non poche responsabilità nell’impoverimento della nostra alimentazione ‘ricca’.

Per la naturale tendenza ad amare il gusto dolce l’industria lo mette dappertutto. Le nostre papille gustative sono drogate.

I diabetologi più informati oggi raccomandano ai loro pazienti di non mangiare i cibi per diabetici

E anche

Le nostre bisnonne lo hanno sempre saputo: se il buon Dio avesse voluto che i divezzi mangiassero carne avrebbero fatto loro crescere i denti” (Eccezion fatta, avvisa il medico, per i bimbi prematuri)

Franco Berrino al Campus Cascina RosaMa, e soprattutto, c’è nel testo di Franco Berrino una quantità enorme di informazioni su cosa è bene fare e non fare, mangiare e non mangiare per prevenire le malattie della nostra epoca e, se si è malati, per seguire al meglio una via di guarigione o non incorrere in recidive. Sono raccomandazioni che provengono da studi europei di lungo periodo ai quali ha partecipato anche Berrino e da sue personali esperienze e ricerca. Una ricerca certamente eseguita nel più occidentale degli ambiti sanitari, ma accompagnata da un percorso verso le vie della macrobiotica, della meditazione e della filosofia d’Oriente, non poste in secondo piano rispetto alla prima. Questa è la meraviglia del lavoro di Franco Berrino: l’unione, l’ascolto, la coscienza critica. Ed è anche ciò che rende più prezioso il suo lavoro di generoso divulgatore: “Metto a disposizione quello che ho imparato e alcune riflessioni personali. Mi auguro che questo libro sia di aiuto, ma ciascuno è responsabile della propria ricerca”. Un invito a prendere personalmente coscienza del proprio destino.

Difficile, e anche poco corretto perché stravolge l’approccio di Berrino, estrapolare le regole alimentari e buttarle lì a mo’ di algido elenco. Serve invece leggere queste indicazioni all’interno del discorso che ci ricorda il significato del cibarsi e del “prendere” dal mondo.

Ma per chi – ed è capibile – è curioso di avere subito qualche anticipazione, ricordiamo almeno le regole di base, invitando a leggere il testo nella sua completezza.

1) I cereali integrali sono l’alimento dell’uomo, con i legumi e una certa quota di semi oleosi. Se associati occasionalmente a cibo animale e sempre a verdure offrono una perfetta combinazione alimentare.

2) Non è necessario che la prima colazione sia dolce. Berrino invita a mangiare di primo mattino l’avanzo della pasta e fagioli… E a proposito di dolci è necessario eliminare tutti gli zuccheri aggiunti. Proprio tutti, anche la stevia zero calorie per intendersi (amici di DietroleQuarte, ve lo devo dire: l’avevo in borsa il giorno dell’intervista, ma Berrino mi ha amorevolmente redarguito).

3) Alimenti da evitare: bevande gassate dolcificate, carni conservate, cibi contaminati da muffe. Ah, bandito il tabacco. Altri alimenti non proprio amici dell’uomo sono indicati nel libro come cibi, invece, da limitare.

E a chi, sano, gli chiede come alimentarsi, se deve sintetizzare Berrino usa una sola parola: Macrobiotica (che letteralmente vuol dire “vita grande, lunga”…).

Qualche considerazione sul rapporto tra alimentazione e dolore ci lascia di stucco. Scrive: “Ho visto casi di pazienti immobilizzati dal dolore associato a metastasi ossee di cancro alla mammella o della prostata riprendere a camminare dopo pochi giorni di dieta basata quasi esclusivamente su crema di riso integrale. Ho visto casi di artrite reumatoide regredire completamente nel volgere di pochi mesi con la dieta macrobiotica”. Ma aggiunge che, per ridurre il dolore, servono anche “L’empatia del terapeuta, l’accoglienza, la comprensione, la compassione (nel senso buddista di condivisione, partecipazione, alleanza)”.

Una raccomandazione finale rende tutto il discorso ancora più piacevole: non siamo mai troppo rigorosi, proviamo il cambiamento con serenità, senza fanatismi e stress. Anche creare qualche difficoltà all’organismo ogni tanto può servire. “Il corpo reagisce nel senso della vita”.

Detto ciò (ma abbiam detto proprio poco: ognuna delle trecento pagine del volume è una miniera) bisogna sapere che il fattore di rischio più solidamente dimostrato di insorgenza del cancro è l’obesità.  “La prima raccomandazione – afferma Berrino – è di mantenersi snelli per tutta la vita”.

Infine, consideriamo che le condizioni per essere in salute contemplano, tra l’altro, il buon umore e, nientemeno, la giustizia… Roba che non si compra al supermercato!

Questo è Berrino.

Che a fine intervista, ve lo riveliamo da dietro le quinte, ci ha offerto un bicchierino. Latte di soia con succo limpido di mela. “Così non si sente il sapore di risciacquo di fagioli” ha esclamato col consueto sorriso. Ora i due ingredienti sono nel frigorifero mio e del mio collega, insieme a molti altri sbirciati nella dispensa della cucina di Cascina Rosa, dove le donne del progetto DIANA si cibano dei giusti alimenti per guarire o per non ammalarsi più, e ritrovare il sorriso mentre il dottor Berrino, di fianco all’orto, le abbraccia.

 

 

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