Dietro le Quarte

UNA COLLANA CON CENTO PERLE. Le buone pratiche in politica del lavoro

UNA COLLANA CON CENTO PERLE. Le buone pratiche in politica del lavoro
maggio 16
11:56 2017

Nel mese che si apre con la festa dei lavoratori siamo felici di festeggiare il titolo numero 100 della collana “Politiche del lavoro”, avviata nel 1985 – e diretta da Pier Antonio Varesi, ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza  – con l’intento di ospitare studi, ricerche e contributi originali su esperienze attuate in Italia in ambito locale.

Non c’erano ancora stati, a quell’epoca, il decentramento di funzioni anche alle Regioni a Statuto ordinario (decreto legislativo n. 469/1997) e l’ampliamento della potestà legislativa delle Regioni in materia (legge costituzionale n. 3 del 2001 o riforma del titolo V della Costituzione). Dopo queste innovazioni la collana ha iniziato ad ospitare resoconti delle “buone prassi” realizzate in Italia, testimonianza dell’impegno a livello territoriale.

Il volume numero cento, “Servizi per l’impiego e politiche attive del lavoro. Le buone pratiche locali, risorsa per il nuovo sistema nazionale”, a cura di Pier Giovanni Bresciani e dello stesso Pier Antonio Varesi, propone un “bilancio di competenze”: “Ai tanti limiti – leggiamo in introduzione – […] del modello che abbiamo definito di “provincializzazione scoordinata” dei servizi […] ha fatto riscontro almeno un elemento ampiamente positivo: quello di un apprendimento “vero” (su cosa significa politica del lavoro; su cosa sono i servizi per l’impiego; su quante e quali sono le metodologie per erogarli; su quali competenze e professionalità siano necessarie a tale fine) da parte di responsabili socio-istituzionali, dirigenti delle amministrazioni locali, responsabili e operatori dei centri per l’impiego e dei diversi soggetti accreditati impegnati nella erogazione dei servizi mediante una pluralità di forme di collaborazione. […] Come causa ed effetto allo stesso tempo di questo apprendimento (se pure certo non sempre, non dovunque) nel tempo si sono sviluppate e consolidate nel Paese “buone pratiche” (a volte “eccellenti”, a volte “abbastanza buone”), che spesso nulla hanno a che invidiare  (specialmente se consideriamo le condizioni di contesto nelle quali sono state costrette ad operare) alle “best practices” internazionali alle quali guardiamo giustamente con rispetto e ammirazione, e che abbiamo studiato in questi anni nell’intento di trarne suggestioni e indicazioni utili”.

Il riferimento, per una rassegna di tali eccellenze, è il volume di Bresciani/Sartori “Innovare i servizi per il lavoro: tra il dire e il mare. Apprendere dalle migliori pratiche internazionali” pubblicato da questa casa editrice nel 2015.

Vent’anni dunque di servizi per il lavoro locali, sui quali il volume dà testimonianza offrendo una selezione (non certo, tengono a precisare i curatori, un “campione rappresentativo”) delle migliori pratiche di servizi per il lavoro presenti nel nostro Paese.

Il corpo centrale del testo porta l’esperienza di operatori ed esperti che si sono espressi in relazione ad esperienze territoriali e particolarmente su una tipologia di servizio, di significativa rilevanza. Al pari, una sezione è dedicata all’innovazione dei modelli organizzativi. Abbiamo dunque resoconti del successo di buone prassi quali il servizio di Mediazione e Integrazione lavorativa delle persone Disabili (MILD) dell’Amministrazione Provinciale di Arezzo, i  progetti di ricollocazione della Regione Lazio, il sistema di profilatura e personalizzazione dei servizi della Provincia di Ravenna, i progetti di orientamento per i giovani messi a punto a Terni, e ancora esperienze di best practices a Torino, Trento, Treviso, Urbino, Varese. I modelli organizzativi considerati riportano le esperienze di AFOL metropolitana per Milano, F.I.L. di Prato, Porta Futuro per Roma e la costruzione della rete territoriale nella provincia di Verona.

Il tutto preceduto, nella prima parte del volume, da un corposo intervento di Tiziano Treu, Ministro del lavoro  ai tempi del decreto del ’97 e seguito, a chiusura del consistente lavoro, dai contributi – con l’ottica di uno sguardo al futuro – della Dirigente dell’Agenzia regionale del lavoro dell’Emilia Romagna, Paola Cicognani e della nascente ANPAL, Maurizio Del Conte.

Pier Giovanni Bresciani, Psicologo, è socio fondatore di Studio Méta & associati, società di ricerca, formazione e consulenza e Presidente della SIPLO (Società italiana di psicologia del lavoro e dell’organizzazione). Professore a contratto nelle Università di Bologna e di Urbino. È stato rappresentante del Governo italiano nel Management Board del CEDEFOP, l’organismo della Commissione Europea per lo sviluppo della formazione.

Pier Antonio Varesi, Professore ordinario di Diritto del lavoro nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza, e Direttore, presso la stessa sede, del Master in Politiche del lavoro e formazione. È stato Presidente dell’Agenzia del lavoro della Provincia autonoma di Trento e Presidente dell’ISFOL.

Entrambi hanno all’attivo diverse pubblicazioni in tema di servizi per l’impiego.

Tramite questo link la via veloce per acquistare  – in versione cartacea oppure in ebook – questo recente e prezioso lavoro.

E alla collana auguriamo… altri cento di questi volumi!

 

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