Dietro le Quarte

CAINO INTORNO ALLA CULLA. Capire, accettare, gestire la gelosia

CAINO INTORNO ALLA CULLA. Capire, accettare, gestire la gelosia
marzo 15
16:59 2016
[fonte dell’immagine in evidenza: commons.wikimedia.org]
 

Carrozzine rovesciate, cuscini su innocenti bocche a bloccarne il respiro, spinte brutali giusto giusto vicino alla finestra e insomma tentativi di infanticidio progettati o d’impulso. Non è il quadro di un angoscioso film dell’orrore, ma quel che passa nella mente di molti bambini alla nascita del fratello. In alternativa la scena diventa autoreferenziale: pipì a letto, balbuzie, chiusure in se stessi.

Contestualmente le più che giustificate ansie dei genitori, a volte preventive: c’è chi per paura di una reazione di questo genere, o di ingenerare nel piccolo l’idea di non essere più amato come prima addirittura pensa di rinunciare al secondo figlio.

Ma, in situazioni che non vedono la presenza di patologie, son problemi superabili, gestibili. Non per questo è facile capire come, naturalmente. I consigli di chi ha vissuto sulla propria pelle tutto ciò (nel ruolo di figlio e di genitore) è senz’altro utilissimo, e se poi la stessa persona è una psicoterapeuta  esperta nel campo delle dinamiche  familiari i consigli diventano davvero preziosi.

Ecco perché il piccolo ma denso volume di Raffaella Scalisi, “La gelosia tra fratelli. Come aiutare i nostri figli ad accettare il nuovo arrivato”, con le sue tre edizioni aggiornate e ben 16 ristampe, occupa nel nostro catalogo il felice posto di un bestseller.

A tal proposito abbiamo voluto raccogliere un breve pensiero dell’autrice, con la quale festeggiamo il successo:

“Quando ho scritto il libro non mi aspettavo certo la diffusione che ha avuto, né l’interesse che ha suscitato e che continua a suscitare a distanza di tanto tempo. Il tema sicuramente mi appassionava avendolo vissuto in prima persona sia come figlia, sia come madre, sia nel mio lavoro accanto a tantissime mamme e papà. E avevo voglia di parlarne, di proporre riflessioni e di mettere a disposizione le tante esperienze raccolte. Non per indicare principi rigidi o soluzioni prescrittive, quanto per offrire stimoli affinché ogni genitore potesse trovare il suo personale modo di affrontare il tema. Per favorire anche un approccio positivo e rasserenante, per superare stereotipi, sensi di colpa e ansie. In questo mi ha guidato la metodologia del Melograno, l’associazione (che ho contribuito a fondare e in cui lavoro ormai da 33 anni) che si occupa di maternità e nascita con la finalità di accompagnare processi di consapevolezza e di rafforzamento delle competenze genitoriali attraverso il confronto, lo scambio di informazioni e di esperienze, il prendersi cura di ogni bambino e di ogni genitore riconoscendo la loro personale unicità”.

 

cop scalisiSin dall’inizio, nel libro, troviamo sfatato il lato negativo della gelosia, con una citazione da Winnicott che chiarisce: “La gelosia è normale e salutare […] Nasce dal fatto che i bambini amano”.

Detto ciò, però, non è il caso di banalizzare con il piccolo quanto sta per accadere (in casa e nella sua mente) con l’arrivo di quel nuovo esserino tanto piccolo quanto ingombrante.

L’efficacissimo (e anche divertente) esempio che la Scalisi – citando Leach –  utilizza per riuscire a spiegarci molto bene cosa non fare è un invito a immaginare che le frasi che si usano a consolazione del bimbo siano invece dette a una moglie dal marito al rientro a casa una sera, per spiegare la decisione di aggiungere alla prima una seconda consorte: “Intendo prendere un’altra moglie, cara, perché penso che sarebbe bello per te avere una compagnia e un aiuto per i lavori di casa”, “Sarà la nostra moglie. Apparterrà a tutti noi e la cureremo tutti insieme”, e via così. Intollerabile, vero?

Stabilito questo, il testo, con chiarezza esemplare e conseguente utilità pratica immediata, chiarisce quali siano i segni di manifestazione della gelosia, e cosa avviene nella mente del piccolo che sa di dover a breve affrontare un cambiamento radicale nelle dinamiche familiari. Spiega quindi tutto ciò che è bene non fare e quanto invece è consigliabile mettere in atto, compresi consigli pratici sull’organizzazione prima e subito dopo l’arrivo del nuovo bebè. Un esempio tra i tanti: al fine di aiutare il figlio maggiore a proteggere il proprio spazio e i propri oggetti procurare per lui un armadietto con chiave dove possa riporre le cose a cui tiene di più, con il doppio risultato di evitare che si rompano nelle mani poco aggraziate del neonato e conferire al più grande un senso di responsabilità adulta  e consapevole.

Naturalmente ogni famiglia e ogni individuo sono un caso a sé, ma il volume della Scalisi (che opera presso il Melograno, Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma, ma con sedi in diverse città d’Italia) pur nel tenerne conto lungo tutta la trattazione, riferisce scene che molti troveranno condivisibili, riuscendo dunque a costruire un buon repertorio di casi e possibili soluzioni. D’altra parte il successo del libro negli anni è la prima testimonianza della larga possibilità di condivisione dei temi analizzati.

Non manca la trattazione del mancato superamento della gelosia, e l’aiuto che i genitori devono dare al bambino con tale impedimento, perché da adulto non resti ancorato a una insuperabile difficoltà di gestione di questo sentimento.

In sintesi più che estrema possiamo riassumere così: la gelosia va innanzitutto riconosciuta, accettata e quindi fatta “sfogare”.

La vicenda, se si riescono a superare le ansie e i timori eccessivi, può essere tenuta bene sotto controllo e, anche, costituire occasione di rinnovamento del rapporto con il figlio maggiore.

Il libro ci spiega come, e a supporto delle tesi propone nientemeno che un’analisi dei due fratelli in conflitto più famosi della storia: Caino e Abele.

 

 

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