Dietro le Quarte

TROVARSELI IN CAMERA: la Generazione 2.0 a Montecitorio

TROVARSELI IN CAMERA: la Generazione 2.0 a Montecitorio
ottobre 08
13:18 2014
[nell’immagine in evidenza, da sinistra: Antonio Palmieri, Laura Boldrini, Federico Capeci e Maria Luisa Pezzali] 
 

Lunedì 6 Ottobre la sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio ha ospitato la presentazione del libro Generazione 2.0. Chi sono, cosa vogliono, come dialogare con loro” di Federico Capeci.

cover-capeciEra per noi presente all’incontro, per fornirne cronaca a chi non vi ha potuto partecipare, Alessandra Rotondo, Social media editor che ha già raccontato sul nostro account Twitter #glieventi (2 ottobre 2014) e #politica140 (20 marzo 2014).

Ecco quanto ci racconta Alessandra:

L’incontro – strutturato in tre panel di discussione – ha presentato e approfondito gli esiti dello studio sotteso al libro, chiamando voci della politica ed esperti di settore a confrontarsi e interagire sul tema.

L’apertura dei lavori – condotta dall’on. Antonio Palmieri – ha brillato del contributo della Presidente della Camera Laura Boldrini che, rinunciando a uno sterile indirizzo di saluto, ha focalizzato il nucleo tematico sulla differenza tra fruire, padroneggiare e avere consapevolezza nell’uso degli strumenti digitali: la natività digitale non garantisce la conoscenza né del valore né dei diritti connessi all’utilizzo di Internet e sul riempimento di questo gap, cognitivo più che tecnico, deve inserirsi l’attività parlamentare.

Rifacendosi alla magna charta di Internet invocata da Tim Berners-Lee, Laura Boldrini ha annunciato la presentazione della prima bozza dell’Internet Bill of Rights – il 13 e il 14 Ottobre 2014 – nell’ambito dell’incontro delle delegazioni parlamentari dei paesi membri sul tema dei diritti fondamentali, sottolineando quanto Internet e le esigenze di regolazione che suscita ne facciano parte a pieno titolo.

Nel primo panel di discussione – Generazione 2.0: i risultati della ricerca – l’autore Federico Capeci ha fornito coordinate e caratteristiche dei Millennials rispondendo alle domande di Maria Luisa Pezzali.

Nati tra gli anni ’80 e i ’90, gli appartenenti alla vituperata Generazione 2.0 sono gli attuali diciotto-trentenni: non hanno esperienza di esistenza predigitale e hanno strutturato la propria identità autorappresentandosi nei molteplici luoghi del Web. Credono nella meritocrazia più che nel posto fisso infatti con il like – gesto democratico e spontaneo di apprezzamento – riconoscono autorevolezza, con i selfie si rappresentano, raccontano e comunicano se stessi e nell’acronimo STILE è contenuto il paradigma interpretativo dei loro comportamenti: Socializzazione Trasparenza Immediatezza Libertà Esperienza.

Ancora mediato da Maria Luisa Pezzali, la domanda “Quale politica per la Generazione 2.0?” ha condotto il secondo panel di discussione.

Poco rilevanti numericamente – costituiscono solo il 14% della popolazione italiana – i Millennials vengono considerati dalla politica come mero materiale sloganistico in vista delle elezioni.

Anna Ascani – deputato PD e Millennial – considera quanto la gestione della presenza online di un politico sia necessaria e impegnativa e come l’inesistenza di un limite netto tra reale e virtuale chiami ad affrontare una complessità maggiore, cui solo un’elevata flessibilità mentale può far fronte.

Condividendo l’invito alla programmazione informatica lanciato da Obama durante la presentazione di Code.ogr, Francesco Luccisano – Capo della Segreteria Tecnica del Miur – lavora per una scuola maggiormente connessa al mondo dell’impiego in cui, già dalla primaria, si educhi al “pensiero computazionale” e i laboratori tecnici – riaperti e potenziati – facciano da ponti tra fare e saper fare incentivando l’alternanza scuola/lavoro.

secondo_panel

 Antonio Palmieri, Anna Ascani, Francesco Luccisano e Maria Luisa Pezzali

Le voci degli esperti di settore – armonizzate dal moderatore Piero Vietti – hanno trovato spazio nel panel conclusivo.

Stefano Epifani – docente di Tecnologie applicate alla Comunicazione d’Impresa dell’Università La Sapienza – si chiede chi siano i costruttori di senso della Generazione 2.0 e quali siano i frame interpretativi attraverso i quali il mare magnum dell’informazione digitale viene domato. La democrazia internautica – pronta a innalzare il popolare più dell’importante – richiede ai fruitori una capacità autonoma di riconoscimento della realtà, capacità che solo l’alfabetizzazione, e non la natività, digitale garantisce.

L’esperienza di Federico Morello – Young Advisor per l’Agenda Digitale del commissario europeo Neelie Kroes – è quella di un adolescente che a partire dal suo personale digital divide ha compreso quanto comunicazione accorta e funzionale tra parti sociali e organismi politici, svecchiamento degli iter burocratici oltre che potenziamento delle reti siano indispensabili all’innovazione.

L’incontro si avvia alla conclusione sui dati di Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, che inquadrano un’Italia che investe 25 miliardi in meno rispetto alla media europea in digitalizzazione e innovazione e il conseguente accorato invito al fare, piuttosto che compilare Agende Digitali.

Invito suffragato, nelle ultime battute, dal suggerimento di Stefano Epifani a pensare il digitale come uno strumento il cui indirizzo presuppone una riflessione politica sul paese digitale che vogliamo per la Generazione 2.0.

terzo_panel

 Elio Catania, Federico Morello, Stefano Epifani e Piero Vietti

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