Dietro le Quarte

CITTÀ SMART (& SMILE)

CITTÀ SMART (& SMILE)
ottobre 08
17:42 2015
[nell’immagine in evidenza, una delle tavole contenute nell’allegato online del libro]
 

Città smart, città intelligenti. Ma è un’intelligenza astuta e insieme brillante, simpatica anche. La traduzione dall’inglese ci riporta questo tipo di significato. E infatti le smart city sono sì – ed è conditio sine qua non – luoghi di fortuna dell’applicazione delle nuove tecnologie, ma il fine è quello di migliorare la qualità della vita (con tutte le voci che questa affermazione contempla: mobilità, sostenibilità, economia e via così) e di favorire la partecipazione. Ché se torniamo all’inglese, infatti, troviamo anche una lunga e interessante serie di concetti che il grande contenitore dell’esperienza “smart” può accogliere: eleganza, bellezza, repentinità dell’azione, adeguatezza alla moda…

1862.170Di smart city, della loro storia, molto del presente e anche del loro futuro si parla nell’Atlante delle smart city. Comunità intelligenti europee ed asiatiche a cura di Eleonora e Raffaella Riva Sanseverino e Valentina Vaccaro, giunto quest’anno alla terza edizione, aggiornata e ampliata.

In quarta di copertina la sintesi chiarisce molto bene: “La smart city è il crocevia delle conoscenze tecnologiche ma anche il luogo nel quale uomo, contesti e tecnologia interagiscono allo scopo di migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

L’introduzione all’argomento, nella prima parte del volume, sulle modalità e i termini con i quali si progettano e classificano le smart city a livello europeo è anche un utile “ripasso” della storia delle politiche ambientali dagli anni settanta, con la Conferenza delle nazioni Unite per l’Ambiente Umano (Stoccolma, 1972)  ad oggi. A breve, dal 30 novembre all’11 dicembre, Parigi ospiterà peraltro la ventunesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Paris 2015).

La seconda parte, vero e proprio atlante, ci accompagna – attraverso la presentazione di casi studio significativi – in un giro del mondo delle smart city: Medio Oriente, Europa, Asia.

“Il progetto Smart Cities – leggiamo nel testo –  fa parte del Piano strategico per le Tecnologie Energetiche denominato “Investing in the development of low carbon technologies” o più comunemente noto come SET-Plan (Strategic Energy Technologies for Long Term), nel cui ambito l’Unione Europea prevede la creazione di una rete di trenta smart city da selezionare entro il 2020”.

Nel frattempo, buttBologna-Piazza_Maggioreiamo un occhio velocemente alle città italiane citate nell’atlante (rimandando gli approfondimenti al libro, che ne tratta diffusamente): vi troviamo Bologna, che “è riuscita ad aggiudicarsi il podio della classifica di Between (un indice che misura il grado di “smartness”, nota nostra) grazie ad un’alleanza strategica tra mondo della ricerca, impresa e pubblica amministrazione, al fine di sviluppare soluzioni utili per affrontare problematiche urbane e sociali, mettendo le tecnologie  al servizio dei cittadini”.

C’è Torino, che ha presentato la sua candidatura a “smart” forte di un progetto di riduzione delle emissioni di CO₂ di quasi 1,5 milioni di tonnellate annue, “con un risultato totale maggiormente sopra le aspettative imposte dalla Commissione Europea per il 2020”. Torino rappresenta, leggiamo, “la prima città italiana a poter vantare concreti passi in avanti verso la trasformazione in città “ecosostenibile”, capace cioè di rispondere sempre di più alle esigenze dei suoi abitanti riducendo la propria impronta ambientale”.

O

Troviamo Milano, che certo non spicca per qualità dell’aria, ma è invece d’esempio a livello europeo per la raccolta differenziata. Nella città meneghina ogni abitante recupera 149 chili di rifiuti. Un viennese 123, un parigino solo 76. Nella classifica mondiale delle città smart, Milano nel 2013 era già la prima in Italia e occupava il quarantaseiesimo posto su 500 in tutto il mondo.

Ci sono i progetti ambiziosi di Palermo, in un’intervista del 2014 al Sindaco Leoluca Orlando, e la proposta di pianificazione energetico-territoriale smart per l’isola di Pantelleria.

C’è questo ma naturalmente c’è molto di più, trattandosi di un lavoro di analisi a livello globale, sia per l’ambito spaziale considerato (europeo ed asiatico) sia per quanto riguarda i contenuti, molto approfonditi ed esaurienti a cominciare dall’introduzione di Gianni Silvestrini, che immediatamente coinvolge il lettore mentre sembra invitarlo a immaginare cosa potrebbe piacerci per vivere in un mondo più smart, dall’applicazione che ci suggerisce come raggiungere un luogo della città, fino alla lavatrice che decide per noi ciclo di lavaggio e dose di detersivo.

E per restare sempre aggiornati utile leggere le notizie, molte firmate dalle stesse curatrici del testo, proposte sul sito www.smartcityitalia.net. Per conoscere quanto avviene nel mondo. In prospettiva “smart”, naturalmente. Che sembra voler dire, anche, Smile.

 

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