Dietro le Quarte

COME NASCE UN LIBRO – Seguiamo il lavoro di Umberto Longoni – 1ª puntata: L’Idea

COME NASCE UN LIBRO – Seguiamo il lavoro di Umberto Longoni – 1ª puntata: L’Idea
febbraio 28
11:55 2014

copertina Manuale del perfetto imbecille

Il libro, che meraviglia. Sì, il fascino della vicenda che tramuta un pensiero in pagina stampata rimane, da Gutenberg a oggi, vivissimo.

Per questo abbiamo pensato di seguire questa vicenda da vicino, spiando il lavoro di un nostro autore all’opera con la sua quinta pubblicazione con FrancoAngeli.

Stiamo parlando della prossima “creatura” di Umberto Longoni, e di un titolo che non può lasciare indifferenti: “Manuale del perfetto imbecille”…

Ma andiamo con ordine, e iniziamo dal primo passo: l’Idea!

Ecco quanto ci dice il diretto interessato a questo proposito, mentre cogliamo a fianco del suo pc, aperto sul manoscritto, Isidoro (“il mio censore, critico letterario e consigliere; bravissimo ma moooolto esigente”):

gatto e pc piccola

“Possibile non si accorga che lui è un imbecille”? Tante volte, nel mio lavoro di psicologo, mi sono posto questa domanda raccogliendo lamentele, sofferenze e cocci del cuore di donne invischiate in storie sentimentali con uomini che, dalle  descrizioni, parevano possedere indiscutibilmente il marchio dell’imbecillità.

Ebbene, talvolta penso che i libri si scrivano quasi da sé, nel senso che in modo prepotente vogliono emergere dalla mente dell’autore: quando accade, escono le pagine migliori. Tutti, non solo le donne, oggi si lamentano dell’imbecillità che, continuamente e in ogni nostro ambito di vita, pare imperversare, aggredirci e plagiarci attraverso persone sciocche, relazioni umane insulse, televisione, giornali, internet, social-network e quant’altro. Dunque questo libro è  lo specchio del mondo che ci circonda, ma è soprattutto rivolto alle donne:  un piccolo aiuto per riconoscere l’uomo vuoto, superficiale ed egoista e  per non incorrere in una “catastrofe sentimentale”, considerando che nell’epoca attuale l’imbecille sa mimetizzarsi molto bene e spesso non apparire per ciò che realmente é. Comunque, leggerlo sarebbe di grande utilità anche al genere maschile.  

Umberto Longoni è psicologo, sociologo e scrittore, docente della SIMP (Società Italiana Medicina Psicosomatica) e tra i più noti psicologi italiani del “Mental Training”. Ha collaborato alle più diffuse riviste femminili come autore di test e rubriche e pubblicato libri e manuali soprattutto a carattere psicologico-divulgativo. Per i nostri tipi ricordiamo “Istruzioni di sano egoismo”, “Gli uomini non sono desideri”; “Gli alberi non ingrassano” e “Peccato non peccare. Manuale di sano piacere”. Tra poco in libreria si troverà anche il suo romanzo, “La solitudine del cigno nero” (pubblicato con Robin edizioni).

Su Facebook esiste il gruppo dei suoi lettori e una pagina personale.

Per gli addetti ai lavori si segnala invece il sito www.ipnosiformazionericerca.com, gestito insieme alla collega d.ssa Gandolfi.

Infine, per i lettori di DietroleQuarte, abbiamo rubato dal pc, a sua insaputa 😉 la prima pagina che qui sotto riportiamo, in attesa (a questo punto molto ansiosa) di poter leggere il seguito e scoprire, capire, evitare l’Imbecille…

Umberto Longoni

MANUALE DEL PERFETTO IMBECILLE
Riconoscerlo per evitare la catastrofe sentimentale

Premessa

Le donne si accorgono di un “punto nero” sul naso di un uomo anche a tre metri di distanza. Ma non sempre notano che quel naso appartiene a un imbecille.

Quando, finalmente, diede vita a Eva, si dice da una costola di Adamo, Dio avrà senz’altro immaginato che, da allora in poi, il mondo avrebbe avuto un diverso e complicato destino. Non sempre le donne, infatti, rendono agli uomini le cose semplici, sebbene spesso sappiano conferirgli un fascino del tutto unico e speciale. A loro volta, raramente  gli uomini sono in grado di realizzare le aspettative e i desideri delle donne: anzi, quasi sempre le deludono.

Non è chiaro se Adamo visse la perdita di una costola e accolse l’ingresso di Eva nel Paradiso Terrestre come un flagello o come la liberazione dagli abissi della solitudine. Certamente si rese subito conto di una cosa essenziale: Eva lo incantava. Magari fu subito affascinato dalle somiglianze con se stesso e dalle differenze. Soprattutto il corpo nudo di lei, ancora privo della pudica foglia di fico, dovette lasciarlo sbigottito e incredulo: dato che, senza comprenderne il motivo, gli piaceva così tanto, mettendolo in totale subbuglio.

Ma immagino che Adamo, come tutti gli uomini che sarebbero venuti dopo di lui, abbia cercato di non fare trapelare le proprie emozioni. Sentendosi il padrone del Paradiso, gonfiando petto e muscoli, avrà apostrofato Eva più o meno così:

«Ehi, bella! Sai chi sono io?»

E lei, senza scomporsi: «Certo che lo so. Un imbecille!»

Da allora molte cose tra uomo e donna sono rimaste simili, ma tantissime altre cambiate. Tra queste, una: non è più così facile e immediato riconoscere il perfetto imbecille.

Riconoscerlo, significa evitarlo: o almeno essere consapevoli di quello cui andate incontro. Cioè una catastrofe sentimentale, dato che imbecilli non siete. Se, invece, un po’ lo foste, dopo la lettura di questo libro avreste la libertà di continuare a frequentarlo: ma beatamente consce di ciò che fate.

ARRIVEDERCI ALLA 2ª PUNTATA: “La proposta all’editore”

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