Dietro le Quarte

E DOPO IL LIBRO? LA TESTIMONIANZA DI ANNA GENNI MILIOTTI

E DOPO IL LIBRO? LA TESTIMONIANZA DI ANNA GENNI MILIOTTI
marzo 05
14:17 2014

Scrivere non è pubblicare. Quando il testo di un autore esce dai cassetti, assume la veste di libro e, uscito dalla tipografia, inizia a viaggiare sotto gli occhi dei lettori è diventato pubblico e, potremmo dire, è anche un po’ meno “di proprietà” dell’autore, ma se ne appropria invece – e giustamente! – in totale libertà l’attento lettore.

Questo non è senza conseguenze, e di solito per fortuna si tratta di conseguenze felici. Incontri, scambi di opinione, nuove occasioni.

Il proprio libro può essere la chiave che apre nuove porte prima inimmaginabili, e permette di percorrere sentieri nuovi; talvolta cambia la vita.

Con questo articolo inauguriamo una serie di testimonianze in proposito, che chiederemo ai nostri autori. La domanda che poniamo loro è questa: “La pubblicazione del suo libro ha aperto una nuova finestra nella sua vita personale o professionale?”

Anna Genni Miliotti è docente in corsi universitari di perfezionamento sull’adozione, si occupa di formazione dei genitori adottivi e degli operatori collaborando con centri di adozione, ASL e Regioni. Ha cooperato con l’Istituto degli Innocenti e con il CNDAIA, contribuendo alla prima edizione della guida nazionale Per una famiglia adottiva, distribuita dal Ministero degli Affari Sociali e dalla CAI. Con la nostra casa editrice ha pubblicato molti titoli spesso rieditati per il successo che hanno avuto: l’elenco completo è visibile qui.

La sua vicenda è significativa. Ecco quanto ci racconta:

Quando esce un libro, e l’hai scritto tu, l’emozione c’è. È qualcosa di tuo, una piccola-grande creatura che girerà il mondo, e andrà in luoghi in cui non sei mai stato, e in mano a persone che non conosci, ma con le quali entrerai in un profondo e personale contatto. Una magia!

Questi viaggi portano spesso sorprese, che non sono solo possibili occasioni di lavoro. Non scrivo i miei libri per questo. Si tratta di incontri, che si trasformano talvolta in amicizie. Persone che ti ringraziano, che attraverso i tuoi libri intraprendono con più consapevolezza le loro strade, che hanno avuto nuove certezze, che fanno nuovi progetti. Ve ne racconto alcune.

Nonna Maria Antonietta, vive ad Arona. Mi contattò dopo aver letto un mio libro, che l’aveva aiutata a comprendere meglio la sua nipotina adottiva. Mi invitò ad Arona, e dopo un incontro in libreria, ed un ottimo risotto (cucina da Dio!) nasce tra noi una bella amicizia. È suo il capitolo del mio ultimo libro “Adolescenti e adottati: maneggiare con cura”, una delle più toccanti testimonianze raccolte.

Poi c’è Margarita, una delle storie raccolte in “Ci vuole un paese. Adozione e ricerca delle origini”. È un po’ la mia figlioccia, e devo dire che è venuta su bene: laureata in psicologia e giudice onorario a Perugia… e soprattutto mamma di due bellissimi bambini!

Poi c’è il mio amico Enrico Paucchi, grande patriarca che vive vicino ad Assisi con la sua famiglia italo-cilena ed i suoi nipotini! Un uomo sensibile e pieno di umanità, che tanto continua a fare nel mondo dell’adozione. Poi c’è il suo amico (ora scomparso) Padre Alceste, un prete missionario che ha fondato a Quinta un Hogar per i bambini senza famiglia. Con lui, ho portato il mio libro “Abbiamo adottato un bambino”, in una Chiesa… e ho parlato da un altare. Chi lo avrebbe detto!

Poi i genitori adottivi di Sesto Fiorentino, con i quali mi confronto sempre quando ho una nuova idea in testa, e che hanno messo su un bellissimo centro per il post-adozione. Hanno intitolato la loro prima associazione ad un mio libro!

O i genitori dell’aretino, con Giovanna Tizzi in testa, che dopo aver letto “…e Nikolaj va a scuola” mi coinvolgono in un bellissimo progetto pilota di formazione nella scuola di Poppi.

Poi gli amici dell’hinterland milanese, Stefano, Katia… organizzatori di associazioni e genitori formidabili. Oppure genitori come Francesca, promettente scrittrice di Monza. O i recenti amici di Caserta, genitori adottivi che hanno aperto la libreria per ragazzi “Che storia” dopo aver letto un mio libro. Ma ci sono anche le associazioni di Brescia, di Mantova… e tanti incontri e progetti fatti insieme. Poi ci sono le amicizie fuori Italia, come Katia Narcizi, che dopo aver letto alcuni dei miei libri,  parte da Londra, dove studia e lavora all’Open University, e mi regala  un bel viaggio dentro il mondo dell’adozione inglese, dove sono diventata membro del BAAF, la più prestigiosa associazione che si occupa di adozione, con contatti con il mondo universitario e della ricerca.

Poi ci sono gli sviluppi professionali, certo, e tutti importanti. Un libro può contribuire ad aprirti la strada, e dal mio primo libro per Franco Angeli (Sai, adottiamo un bambino) al più recente (Adolescenti e adottati: maneggiare con cura) sono trascorsi quasi 20 anni. Di strada ne ho fatta tanta: dai primi corsi di formazione organizzati per i genitori adottivi presso l’ANPAS di Prato, alla collaborazione con il Ministero degli Affari Sociali, con l’Istituto degli Innocenti, ed infine al corso universitario di perfezionamento all’adozione, presso l’Università di Firenze. E alle tante collaborazioni con gli Enti Autorizzati,  per formare al meglio i genitori che si preparano al percorso dell’adozione. Un lungo percorso, e tutto segnato dai nostri libri, quelli che un editore attento e sensibile ha condiviso con me. Il percorso è sempre pieno di sorprese e di entusiasmi. Sai da dove cominci… ma non dove arriverai.

E non è ancora finita! L’anno prossimo compiamo 20 anni di collaborazione, e stiamo preparando un’altra novità, un nuovo progetto per aiutare, come sempre,  genitori e figli adottati ad affrontare e vincere tutte le sfide. E sarà nuova sorpresa!

cop miliotti

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3 Comments

  1. Processidocumentali
    Processidocumentali marzo 05, 15:14

    Questa serie di post promette di essere molto interessante! Ma ricordiamoci che ogni trasformazione di una idea in una forma scritta (non necessariamente libro, ma anche saggio breve, articolo di giornale o post di un blog) è come un sasso che cade nello stagno, le cui evoluzioni nell’interpretazione vanno al di là dell’immaginazione dell’autore!

    Reply to this comment
  2. Redazione
    Redazione Author marzo 06, 09:25

    Grazie per questo commento perfettamente in linea con quanto questa serie di post si propone. Immaginare quelle onde d’acqua muoversi verso vie lontane è un pensiero che dedichiamo alla forza dei lettori.

    Reply to this comment
  3. Anna Genni Miliotti
    Anna Genni Miliotti marzo 06, 12:07

    Un’altra “onda” è stata, di recente, la mamma adottiva che, dopo aver letto le prime pagine del mio ultimo libro, ha preso un treno da Genova per conoscermi, e raccontarmi la sua storia “finalmente una che ci capisce!”. Tante sono le storie difficili, che non possiamo sempre risolvere. Ma con le parole che viaggiano possiamo aiutare tante solitudini.

    Reply to this comment

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