Dietro le Quarte

EROS & PORNO. Linguaggi e comportamenti sessuali dai Greci alla Rete

EROS & PORNO. Linguaggi e comportamenti sessuali dai Greci alla Rete
luglio 27
12:36 2017

Che faccia ha, oggi, l’esperienza sessuale nel mondo occidentale? Quale linguaggio, quali immagini e quali comportamenti la denotano? È dal congiunto lavoro di un linguista e sociologo della comunicazione – Massimo Arcangeli – e di un giurista e antropologo – Osvaldo Duilio Rossi – che nasce un recentissimo studio su cultura, lingua e rappresentazione dell’eros (e/o del porno) ai giorni nostri, pubblicato in “Fronte del porno” per la collana “Metodi e prospettive”.

Stupisce (ma forse no?) che in un mondo dove aumentano i problemi sessuali e le incomprensioni di coppia in merito, e dove cala la frequenza dei rapporti sessuali, quel sesso sia invece oggetto, sempre più diffusamente, di pornografia, pornolalia, condivisione senza scrupoli, esibizione. O, secondo una forte definizione degli autori in epilogo, di una “masturbazione pervasiva o di massa”.

Il tutto dovuto ad un processo in cui si scorge la richiesta (leggiamo ancora in epilogo) di “piaceri sempre meno materiali e sempre più mentali, virtuali o intellettuali; interazioni sempre più distaccate e mediate, proprio come quelle virtuali, che mettano al riparo da qualsiasi trauma e moltiplichino ad libitum (forse) il piacere”.

L’indagine degli autori si configura come un grande quadro che fotografa una situazione che, se per certi versi riporta usi antichi (Prova cór senatore: – fece la zia – chi sa?… È un vecchio porco, ma in fonno cià bon core, diceva Trilussa a proposito del rapporto tra sesso e politica) per altri è assolutamente inedita, e lo diventa ovviamente quando ci si occupa dei nuovi strumenti di comunicazione e interazione nati nell’era del web.

A tal proposito ci colgono alle prime righe del paragrafo “Web a capitalismo sessuale” riflessioni che portano una certa  inquietudine. Leggiamo:

“Secondo Steiner (1958/20062: 108-109) i moderni codici comunicativi, urlandoci ripetutamente di denudarci e di accoppiarci, ci fanno soggiacere alle direttive di chi ci rende vittime di un regime totalitario che mercifica i nostri sogni. Spesso però, come dimostrato da Allert (2005/2008), i regimi totalitari non si sono appropriati unilateralmente del potere, non hanno governato grazie a un colpo di mano; sono invece riusciti a imporsi solo in quanto sostenuti da una popolazione che si è già omologata da sé prima di essere soggiogata dal potente di turno, un’omologazione che ogni individuo s’impone in vista di una qualche speranza di guadagno (non solo pecuniario).

Una società che ci parla gratuitamente di sesso (al cinema, nella letteratura, nei programmi televisivi, negli articoli giornalistici, ecc.), verbalizzando tutte le modalità di accoppiamento possibili e suggerendoci immagini mentali a raffica delle parole usate, non si limita a esercitare un potere dall’alto ma è anche il risultato della condivisione di quel potere. Ci rende così corresponsabili e, alla fine, muti in materia di sessualità; non silenziosi, che è cosa diversa. Sfilze di parole e sequenze di immagini che rendono smisurata la presenza del sesso finiscono per svuotarlo o convenzionalizzarlo (cfr. Steiner 1958/20062: 107)”.

Come salvarci? O, come preferiscono dire Arcangeli e Rossi, come liberarci? Tornando a comprendere l’eros, il grande assente in Rete. È lo scarto tra realtà e fantasia – ci spiegano – “la sempre più larga forbice tra il sesso praticato e il sesso immaginato, a costituire il vero problema. Al quale se ne aggiunge un altro. Voli e svolazzi erotici, anche quando non riescono a strutturarsi in sistema e l’immaginario in materia di sessualità fosse riducibile a una mera questione di “ornamenti”, sono comunque un’occasione di scommessa “narrativa” […]

Una scommessa, anche questa, che sembra sempre più difficile raccogliere (e rilanciare) nell’eros al tempo della Rete”.

 

L’indagine proposta non tralascia luoghi: oltre all’inevitabile Rete anche il piccolo schermo, il cinema, la carta stampata. Non tralascia temi: le esperienze sessuali dei 5 sensi, sesso e cibo, la letteratura erotica, citazioni da filosofia e sociologia, i nuovi gusti, l’incredibile proposta, tramite Internet, di un elenco smisurato di pratiche erotiche ben catalogate. E si fanno molto interessanti le prime conclusioni:

“Tassonomie come quelle disponibili su Internet sono sempre piovute dall’alto, sono sempre dipese dall’elaborazione estetica degli autori letterari, cinematografici o dei cronisti, dalle elucubrazioni dei moralisti e dei filosofi, dalla ricerca scientifica dei medici, degli storici e dei sociologi, dalle indagini di polizia e dai codici penali; sono sempre discese, insomma, da una élite di persone incardinate in precisi ruoli sociali. Il discorso sessuale è stato costantemente appannaggio dell’oligarchia. Prima di oggi non c’è mai stata traccia di un discorso democratico sul sesso, nato direttamente e spontaneamente dalla gente che lo pratica. La testimonianza resa da Internet è vera proprio perché nasce dal basso, e dimostra l’esistenza di un discorso erotico modellato su una cultura globalizzata che affonda le proprie radici nella sessualità […].

Un discorso che si rivela politico, in quanto democratico e, per l’appunto, globale. Un discorso che manifesta e, contemporaneamente, struttura le menti dei partecipanti. Con la divulgazione on-line dei discorsi sessuali l’essere umano sta dichiarando apertamente cosa pensa del sesso, come organizza il proprio pensiero intorno alle pratiche sessuali e come vi si relaziona; la società, a sua volta, sta dichiarando che la cultura attribuisce senso alle stesse pratiche sessuali (naturali o artificiali)”.

Nuovi valori si creano, nuove preferenze e comportamenti. Sintetica ma esaustiva la chiusura del paragrafo:

“Fare sesso abbigliandosi con costumi di gomma non è un piacere istintivo (i vestiti di gomma non esistono in natura), e non è un comportamento naturalmente correlato ai centri cerebrali del piacere (mesencefalo, striato ventrale e nucleo accumbens); il latex è una precisa emanazione delle passioni sessuali globalizzate”.

Divertente oltre che interessante il capitolo che propone una – diciamo così, come si fa con i termini tecnici – nomenclatura delle parti intime. L’aiuto viene dalla tradizione poetica popolare: naturalmente Porta e Belli, ma anche  il veneziano Giorgio Baffo: “In ti, Ninetta mia,/tutto xe bon, perfetto,/la mona, el viso, el petto,/quanto se puol trovar;/ma lassa che tel diga,/sora de tutto ha merito/in ti quel bel preterito,/che al mondo non ga par”.

E se qualcuno avesse dubbi sulla parte sì elogiata, il titolo chiarirà: “Loda ‘l culo d’una ragazza”.

E del deretano  – così come delle altre parti sia maschili che femminili – scopriamo il lungo elenco di sinonimi, che da quel tutto sommato elegante “preterito” si incamminano in versioni ora buffe, ora sconcissime, tratte dai più diversi cataloghi lessicali: dalla macelleria alla gastronomia, dalla strumentazione musicale alla morfologia di base.

Ma la novità indagata nel testo è quella che lega tutto ciò all’assenza di pudore nella condivisione mediatica e virtuale, e a quella che è stata definita l’eclissi del sacro: nulla è intoccabile, nulla inaccessibile. Il privato muore.

“Il legame tra sessualità e cultura – affermano gli autori – pare essersi ridotto, nel Terzo Millennio, a un sottilissimo filo che è lì lì per spezzarsi. Difficile dire se si spezzerà o no, ma l’occasione per fare il punto sulla materia era troppo ghiotta per non essere colta”.

E dunque, cari amici di Dietro Le Quarte che vi apprestate a godervi le vacanze, vi invitiamo a portare sotto l’ombrellone o nel fresco di un rifugio ad alta quota una lettura interessante e piacevole, che vi darà occasione di indagare un tema così spesso sulle bocche di tutti da un originale punto di vista a carattere scientifico. Ricordiamo infatti che tutti i volumi della collana sono sottoposti prima della pubblicazione a procedura di valutazione anonima della qualità da parte di un comitato internazionale (peer review).

E per seguire le vicende legate al libro potete aggiungere il vostro like alla Pagina Facebook aperta dagli autori, con un clic qui.

A tutti buona estate, buona lettura e arrivederci a settembre!

 

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