Dietro le Quarte

IL RACCONTO E L’INFANZIA Analisi storica e visione educativo/pedagogica

maggio 22
14:20 2015

cop alice

Strade che si intersecano. O, dovremmo meglio dire, “Linee”.

Sono quelle tracciate dalla collana omonima che percorre il mondo della narratività riferita all’infanzia, e da una seconda che a questa si lega, un’altra linea che dalla prima si dirama a completamento del percorso, “La gazza ladra”. Quest’ultima inaugura, per la prima volta nel catalogo FrancoAngeli, la proposta narrativa, benché supportata dall’analisi educativo-pedagogica.

“Linee – Laboratorio infanzia narratività educazione”, diretta da Alessandra Avanzini e Luciana Bellatalla, ha proposto nel tempo riletture educative dei grandi classici dell’infanzia, saggi critici e strumenti didattici sulla traduzione dei saperi, sempre nell’ottica di un’infanzia intesa come età della scolarizzazione, “quel lungo periodo – si legge in presentazione di collana – in cui la scuola costituisce di fatto l’orizzonte primario dell’esistenza dell’individuo”.

L’ultimo titolo pubblicato in “Linee”, “La narrativa colorata. La letteratura popolare e l’educazione”, di Luciana Bellatalla, analizza i generi letterari cosiddetti “di consumo” e considerati minori ai fini educativi, se non addirittura dannosi perché si sostituirebbero a letture di formazione senza contribuire in alcun modo alla crescita dell’individuo.

Il romanzo rosa, il giallo, il noir, ma anche il blu e il viola sono i riferimenti alla narrativa colorata espressa dal titolo, che riceve dalla Bellatalla nuova definizione, rivisitazione storica e critica innovativa. Le conclusioni sono uno stimolo a un’ulteriore riflessione; all’accusa di conservatorismo e conformismo, e quindi assenza di prospettiva e sviluppo, e di stimolo creativo, la Bellatalla risponde:

“[…] è il meccanismo narrativo a proiettare il lettore dentro l’altrove, a determinare il gioco dell’immaginazione, a spingerlo a vivere esperienze altre rispetto a quelle quotidiane, a dare al verisimile ed allo straordinario più spazio che al vero e all’ordinario: questi racconti sono viaggi veri e propri in labirinti creati ad arte nei quali, per non perdersi, è necessario attivare un gioco intellettuale continuo che produce necessariamente un mutamento ed un miglioramento nel lettore stesso. Ed ogni cambiamento positivo non può che rivelarsi un passo verso la conquista della pienezza della formazione umana”.

Tra qualche riga incontreremo “La gazza ladra”, ma ci fa piacere, prima, festeggiare un importante anniversario: 150 anni fa veniva pubblicato per la prima volta Alice nel paese delle meraviglie. Ripresentiamo quindi con l’occasione il volume Il viaggio di Alice di Alessandra Avanzini e chiediamo all’autrice di parlarcene.

“Mi fa certo piacere riparlare di questo mio libro e penso che il centocinquantenario sia davvero un’occasione da sottolineare. Anche perché in queste pagine propongo una lettura inedita usando il testo come metafora di un viaggio educativo. L’uso di Alice è cosa diffusa in tanti altri settori, dalla fisica, alla matematica, alla psicanalisi ecc.; ma questa è la prima volta che si legge il viaggio stravagante di questa bambina, anzi extra-vagante (come lo definisco nel libro) come un viaggio auto-educante alla ricerca di un nuovo modo di conoscere se stessi e il mondo”.

 

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E poi, nell’incrocio delle linee di cui dicevamo, a supporto e completamento delle indagini di tale tenore, nasce “La gazza ladra”, con il suo primo titolo: “Ho incontrato J.B.” di Karin Colanero.

Di questa nuova collana, e di questo primo libro – che vede protagonista una tredicenne dei nostri tempi mentre esprime le proprie paure, le emozioni, i pensieri progettuali via mail nel resoconto all’amica del cuore – abbiamo chiesto alla direttrice di collana Alessandra Avanzini e all’autrice.

Come nasce La gazza ladra e qual è il suo legame con Linee?

Lagazzaladra (mi piace la scelta grafica di scriverlo… tutto con una linea!) esprime la voglia di mettersi alla prova entrando dentro alle storie… “Linee” è un po’ la cornice teorica, ma ad un certo punto la voglia di andare oltre la teoria e di creare un luogo in cui raccontare ha preso il sopravvento! Raccontare e scegliere storie capaci di raccontare e di parlare a tutti, ai ragazzi, agli adolescenti e a quelli che chiamiamo “grandi”, che poi fino in fondo grandi non sono mai! Lo stesso JB, ad esempio, è una storia di quelle che si possono etichettare come ‘young adults’ cioè per ragazzi, ma che alla fine contiene più livelli di lettura e approfondimento… insomma in linea con quanto affermiamo in “Linee”… è una storia per tutti!

Può dirci se ci sono altri titoli in preparazione, per entrambe le collane, e quali temi tratteranno?

Sì, i titoli ci sono ma è necessario lasciare ancora un po’ di suspence… Posso anticipare che sono in preparazione una biografia di Maria Montessori pensata per i ragazzi, che sarò io a scrivere; poi ci saranno autori esordienti ed autori affermati nel settore della letteratura per l’infanzia di cui però per ora non voglio svelare il nome. Le posso anticipare un altro titolo… Una nonna da panico! Ma dobbiamo risentirci su questo punto, magari tra una quindicina di giorni!

Infine, una domanda su quel po’ di mistero che gira intorno alla storia e all’autrice di “Ho incontrato J. B.”… Non per nulla questo luogo si chiama DietroLeQuarte…

Quelle mail forse prendono spunto da produzione reale di una adolescente?
E cos’altro riusciamo a carpire su Karin Colanero che nella biografia scrive di essere nata a carnevale, di amare il circo e il monociclo, di tentare di cantare lottando contro le persone che glielo vietano e che le scappa a volte qualche parolaccia?

Per quanto riguarda l’autrice di JB, Karin Colanero, ho girato a lei la domanda… mi ha risposto che “non c’è trucco non c’è inganno! sono le vere mail di una ragazzina rubate dalla sua eclettica zia. Il fatto è che ora Penny ha deciso di vendicarsi e presto scopriremo l’altro versante della medaglia… cosa faceva Simy mentre Penny scriveva tutte queste mail? Cosa c’è nelle mail di Simy?”.

Di se stessa parla poco, ma vive quotidianamente a contatto con diverse età giovanili: ha 5 figlie e un mondo di loro amici che girano per casa carichi di vivacità e sorprese. Per questo li adora, i giovani, e spesso prova ad osservare il mondo degli adulti dal loro punto di vista, e ne rimane… perplessa. E allora, come Penny, si dà da fare per essere davvero… GRANDE!

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