Dietro le Quarte

LA FANTASIA DEI LIBRAI Le migliori idee che fanno sognare (e ridere) il lettore

LA FANTASIA DEI LIBRAI Le migliori idee che fanno sognare (e ridere) il lettore
febbraio 13
10:57 2015

Si parla, e purtroppo giustamente, di crisi delle librerie indipendenti.

Se però oggi vogliamo pensare positivo, partiamo dall’etimologia della parola crisi, e l’esperienza ci farà immediatamente respirare con maggiore pace: crisi in greco è “scelta”…

E molti librai, che di parole se ne intendono, stanno dimostrando di saper ritrovare l’antico significato, cogliendo, nel momento della difficoltà, l’aspetto di stimolo al cambiamento.

È paradossale solo in apparenza, ma quel che accade è che per combattere la concorrenza delle librerie virtuali molti addetti ai lavori si servano proprio dei social network, luoghi più che mai “per aria”, per convogliare i potenziali acquirenti dentro le accoglienti stanze di un negozio piano strada, con insostituibili persone – e preziosi consiglieri – in carne e ossa. Ma anche – se la distanza non può soddisfare la necessità del contatto diretto – per portare virtualmente i propri clienti in libreria, mostrando in modo accattivante e giocoso quel che lì possono trovare, e acquistando anche online, vabbè non sarà lo stesso ma intanto un libro in più è nelle mani di un lettore divertito.

Un eBook pubblicato dall’Associazione Italiana Editori per la collana “Quaderni del Giornale della Libreria” e curato da Elisa Molinari dell’Ufficio Studi (in vendita a 3,99 € nei principali store online) raccoglie alcune (21 per la precisione) buone idee sperimentate in tutto il mondo, e anche in Italia. E invita a rubarle serenamente…

Il titolo è esplicito: “I SOCIAL SALVERANNO LA LIBRERIA?” e nell’introduzione Giulio Saltarelli della Libreria All’Arco di Reggio Emilia – che negli ultimi anni ha rinnovato il sito e intensificato la presenza su Facebook, ma anche stimolato i lettori con iniziative da viversi sia dentro che fuori il negozio – spiega:

“Secondo noi la chiave è proprio questa: l’esperienza. Il coinvolgimento passa da lì. Se si crea qualcosa di unico e irripetibile, se si sollecitano le passioni, se si cerca il dialogo, se venire in libreria diventa qualcosa di speciale che non avviene altrove, allora le persone rispondono, reagiscono allo stimolo, varcano la soglia dell’ingresso. Perché si sentono protagonisti di un’esperienza condivisa […] Coinvolgere e condividere non serve però a niente se non si compie la rivoluzione più grande, quella più importante: fare bene il nostro lavoro”.

E insiste in conclusione:

“L’innovazione è coinvolgimento e il coinvolgimento va condiviso. E poi bisogna ricordarsi che tutto questo non conta, se non si è bravi”.

Di bravi il testo ne cita parecchi, alcuni geniali. A questi ultimi appartiene senz’altro il video realizzato dalla libreria canadese Type Book “The joy of books”, accompagnato, al momento della pubblicazione su YouTube, dalla significativa frase “Tutto quello che vedi qui può essere acquistato da Type Book” e giunto oggi a quasi 4 milioni di visualizzazioni. Il testo della Molinari racconta anche interessanti cose sul retroscena dell’immane lavoro…

Gli esempi analizzati sono un inno – e uno stimolo – alla creatività: da “Corpus Libris” di Emily Pullen, curiosi selfie tutti da vedere, a richieste buffe su Twitter, alla riproposta in rete di quanto avviene in negozio le idee non mancano.

Ultima non ultima, quella di casa nostra: #librosospeso, una simpaticissima iniziativa di Cristina di Canio de Il mio libro a Milano. Anche lei in verità ha rubato: era stato un cliente a offrirle il prezioso suggerimento, quando alla cassa si è presentato con i racconti della Némirovsky dicendo che avrebbe pagato il volume ma senza portarlo via, e pregando di consegnarlo a un cliente il giorno successivo. L’iniziativa, pubblicizzata dalla libraia tramite Twitter e Facebook, ha fatto il giro d’Italia… E l’hashtag, leggiamo nel libro di Elisa Molinari, è stato condiviso da milioni (milioni!) di utenti.

La panoramica, necessariamente incompleta (i librai, a quanto pare, sanno volare…) è un catalogo di idee fantasiose alle quali attingere e soprattutto dalle quali partire per inventarsi attività, giochi, iniziative che alla fine rendono tutti felici: i lettori e i librai, che vedono riconosciuta, sia in termini di apprezzamento che di vendita, tanta professionalità.

Il Giornale della Libreria mette a disposizione, per chi volesse arricchire la lista delle eccellenze, un indirizzo mail: se siete protagonisti o conoscete attività particolarmente curiose nate grazie alla fantasia di chi vive tra gli scaffali ricchi di titoli potete segnalarle a redazione@giornaledellalibreria.it.

E sarà già condivisione. Ma ricordiamoci il monito di Saltarelli: bisogna essere bravi!

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