Dietro le Quarte

NASCERE Quel 25 dicembre di ognuno

NASCERE Quel 25 dicembre di ognuno
dicembre 23
10:10 2014

Il tema della natività, a prescindere dall’appartenenza o meno alla religione cristiana, è certamente denso di significato, ricco di fascino, vicino al nostro vivere e leggibile sotto innumerevoli punti di vista.
Scegliamo, nel fare gli auguri di Buone Feste, di guardare al tema della nascita attraverso l’indagine proposta in tre nostri titoli, diversi tra loro per la provenienza dei rispettivi autori e per l’ambito professionale e di studio a cui fanno riferimento.

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Andiamo a ritroso in ordine di pubblicazione, iniziando dal più recente, un libro dal titolo accattivante: “Nascere. Le parole per dirlo” curato da Marisa Casalini Farinet, con formazione in ambito linguistico e psicologico, fondatrice e direttrice della rivista “Nascere”.  Il volume offre una rassegna antologica al compimento dei 38 anni della testata, proponendo firme del calibro di Massimo Ammaniti, Edoardo Boncinelli, Franco Fornari, Gustavo Pietropolli Charmet, Silvia Vegetti Finzi, solo per citare alcuni dei molti autorevolissimi nomi. Tutti concordi nel riconoscere ai sentimenti e all’affettività ricevuta a inizio vita nel sistema madre-padre-bambino il ruolo di primo proto-motore nello sviluppo dell’individualità umana. Un approccio che non potrebbe non considerare come punto di riferimento anche tutte le scienze perinatali. La “Tempesta” del Giorgione, in copertina, è un’immagine che Fornari aveva letto come metafora del parto. Un parto visto come “una specie di guerra tra madre e bambino”, con il soldato a rappresentare il padre che “prende su di sé tutta la violenza per bonificare la simbiosi […] e salvare le strutture affettive primarie”.

Ma purtroppo c’è chi, alla nascita, ha dovuto imparare subito a fare a meno dei genitori e iniziare a crescere nella ferita dell’abbandono. Di questo si occupa il secondo testo che prendiamo in considerazione, dal titolo ricco di potenza e strazio: “Nascere senza venire alla luce”. Il volume è a firma di Cesare Bellocchio Brambilla, che per dieci anni si è occupato, per la Provincia di Torino, di assistenza materno-infantile. Vi si riscostruisce la storia dell’Istituto per l’Infanzia abbandonata, appunto nato in seno all’ente torinese, nel lungo periodo compreso tra il 1867 e il 1981. Una istituzione ai tempi all’avanguardia, se si pensa che a loro si deve l’abolizione della ruota degli esposti (cinquant’anni prima che il fascismo la vietasse in tutta Italia), l’apertura del primo brefotrofio interamente a gestione pubblica e addirittura la messa a disposizione – all’epoca fonte di sconcerto e scandalo per i più – di un reparto dove era permesso alle ragazze madri di accudire il proprio figlio.

Infine, l’approccio pedagogico-educativo prenatale con “Nascere educatamente” a cura di Franco Larocca e Ida Foroni. La riflessione di partenza – di questo testo la cui prima edizione risale al 2001, poi ristampato – è che forse si inizi ad occuparci di educazione quando ormai è già tardi. Il processo educativo invece, sostengono gli autori, deve partire prima della nascita, secondo una visione che guarda alla storia e alle tradizioni del “ben nascere”. L’invito ai genitori – e agli operatori di ambito sanitario e formativo – è a pensare sin dalla gravidanza all’accoglienza del nascituro con particolare attenzione a strumenti preziosi quali la musicoterapia, il canto, la scrittura, la danza, l’arte, l’ipnosi, il Rebirthing prenatale. Tutto ai fini di un prezioso dialogo, anche senza parole.

 

Buon Natale a tutti, e arrivederci al 2015, con molte interessanti novità in catalogo.

Auguri2015

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