Dietro le Quarte

SENZA DIRITTI? L’Europa alle prese con il Mercato Unico Digitale

SENZA DIRITTI? L’Europa alle prese con il Mercato Unico Digitale
aprile 29
10:55 2015

Si vedevano, nella Svizzera francese di un bel po’ di anni fa, distributori per la vendita di quotidiani posizionati sui marciapiedi proverbialmente lindi. Una bella scatola trasparente aperta perché i passanti potessero servirsene offriva il prodotto in vendita, e di fianco una capiente ciotola serviva ad accogliere le monete lasciate dall’acquirente.

Lasciando da parte le facili battute sul destino che avrebbe avuto un simile attrezzo in una qualsiasi delle nostre città italiane – dove si suppone sarebbero spariti non solo i soldi e i giornali (diciamo la verità, lo diamo quasi per scontato) ma anche il contenitore stesso – il sistema sembra simboleggiare la problematica sulla distribuzione di contenuti creativi su web.

Lì però c’è un’aggravante: una buona fetta di utenti (6 su 10 per rimanere al dato italiano) ritiene che accaparrarsi indebitamente un libro, un pezzo musicale, un qualsiasi prodotto dell’ingegno messo IN VENDITA online non sia disdicevole, né tantomeno si configuri un reato.

È come se i passanti, là a Ginevra o a Vevey, a testa alta si fossero presi sottobraccio due o tre quotidiani senza lasciare un soldo, procedendo sereni sul proprio cammino, incuranti del compenso dovuto ai giornalisti e al di loro editore. Naturalmente godendosi poi la lettura degli articoli seduti in riva al lago.

Il problema non è da poco, e bisogna dire che il mezzo che ospita i contenuti digitali, a differenza della carta o del vinile, è molto più vulnerabile. La protezione più difficile, i controlli anche.

In attesa di sistemare queste faccende basilari, gli editori (ovviamente noi guardiamo innanzitutto al libro) stanno prendendo posizione.

L’occasione è data dalla discussione in corso presso il Parlamento Europeo relativamente alla direttiva sul diritto d’autore. Punto di partenza la redazione, a gennaio, di un Rapporto sul tema, affidata alla rappresentante del Partito Pirata tedesco, Julia Reda. Dato il nome della parte politica non stupisce che il testo sia stato bollato come “anti-copyright”, nonostante la smentita della diretta interessata: “Molti – sostiene in un’intervista rilasciata a Repubblica – sono convinti che i pirati vogliano abolire il copyright tout court. Si sbagliano: non è così. Nel mio rapporto non trovate idee radicali, ma aggiornamenti di buon senso. Servono a garantire che il copyright incoraggi la creatività e che intanto consenta anche un ampio accesso alla cultura e all’informazione nell’ecosistema digitale”.

Non tutti la pensano così, e gli editori europei si sono mossi per difendere e tutelare il diritto d’autore e la libertà di espressione.

Con un comunicato ufficiale l’AIE – Associazione Italiana Editori – sta chiedendo in questi giorni a tutti i soci di firmare una petizione, già promossa dalla Federazione Europea degli Editori all’interno della campagna #CopyrightForFreedom.

La campagna – scrive AIE nel comunicato ufficiale – “nasce per coinvolgere l’opinione pubblica e il mondo del libro, dei quotidiani e dei periodici per riaffermare il diritto alla libertà d’espressione e la necessità di tutelare il diritto d’autore. Si vuole evidenziare il legame, storicamente evidente e attuale ancor oggi, tra diritto d’autore e libertà di espressione, in quanto l’indipendenza economica degli autori (e degli editori) è garanzia di indipendenza e libertà”.

european flag

Foto di pedrojperez. Fonte: morgueFile (http://mrg.bz/M7Qv1l)

Si pongono peraltro questioni tecniche non di facile soluzione. Quanti utenti, solo per fare un esempio, sanno che le immagini della Torre Eiffel sono libere da diritti se diurne ma non se la ritraggono di notte? Questo a causa del copyright sui giochi di luce che illuminano il simbolo di Parigi dopo il tramonto. Facile cadere nel reato, dunque.

Un documento ufficiale di presa di posizione è stato presentato in forma congiunta dai ministri italiano e francese della cultura. Qui il testo completo, che decisamente ribalta la posizione della Reda.

Nel frattempo, chi desidera (e la nostra casa editrice ha invitato i suoi autori a farlo) può firmare la petizione in questa pagina web.

“Sono in discussione – sostiene Stefano Angeli – proposte che, sotto l’idea di adeguare il diritto d’autore al nuovo mondo digitale, rischiano di indebolirne significativamente molti importanti presupposti.

È invece convinzione di molti che il principio del diritto d’autore sia stato nella storia europea un passo importante per tutelare la dignità del lavoro intellettuale e la libertà d’espressione. Non quindi un favore per pochi, ma un contributo alla libertà di tutti. Per una consapevolezza storica di ciò ci piacerebbe rimandare, come editori, alle considerazioni che un grande storico italiano – Marino Berengo – ne fece trent’anni orsono in un quadro magistrale delle origini intellettuali  del risorgimento nazionale del nostro paese, in un volume da noi proprio recentemente riproposto”.

L’avvio dei lavori in Commissione Ue per il Mercato Unico Digitale è fissato al prossimo 6 maggio. “A perfect storm” è la definizione che ha dato della vicenda Richard Mollet, presidente dell’associazione degli editori inglese (The Publisher Association) nell’omonimo articolo pubblicato online. Una bufera, dunque. E aspettiamo il sereno.

 

 

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