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SALVIAMO SUSY. Un progetto internazionale per la sicurezza dei bambini

SALVIAMO SUSY. Un progetto internazionale per la sicurezza dei bambini
luglio 02
17:47 2014

Ci sono questioni che nessuno si sognerebbe mai di considerare di poco conto, o non preoccupanti. Ma forse molti, se non si tratta di studiosi o più sfortunatamente di vittime, non immaginano che vi siano persone impegnate a creare strumenti di informazione e costante aggiornamento a livello mondiale.

Ci riferiamo qui al soffocamento causato da corpi estranei, una delle cause principali di decesso nei bambini da 0 a 3 anni e comune anche in età maggiore, fino ai 14 anni.

Se l’informazione si traduce – ed è senz’altro così – in prevenzione, noi che lavoriamo nell’editoria, e che dunque partecipiamo all’opera di divulgazione della conoscenza, con piacere – dopo avere pubblicato negli anni tre rapporti in merito, l’ultimo nel 2013 – accogliamo e diamo notizia della nascita del nuovo sito del progetto internazionale Susy Safe (SUrveillance SYstem on SuffocAtion injuries due to Foreign bodies in European children), il più grande registro di controllo per le lesioni causate da ingestione, aspirazione, inalazione o inserimento di corpi estranei.

“Il progetto – ci spiega la d.ssa Solidea Baldas di Prochild Onlus, partner sostenitore – è cambiato rispetto a come era in origine. È nato come registro di incidenti di soffocamento nei paesi europei, ma con gli anni si è ampliato. Adesso vengono raccolti anche i casi di ingestione, inalazione o inserimento di corpo estraneo e sono coinvolti medici da molti paesi extraeuropei”.

La navigazione su www.susysafe.org (la lingua italiana è selezionabile in homepage) è fonte ricchissima di informazioni e dati e fornisce uno strumento di estrema utilità: il Questionario per i Consumatori, da compilarsi – è un importante invito – da parte di chiunque (genitori, parenti, insegnanti…) siano stati testimoni di incidenti di questo genere, per contribuire a stilare una casistica sempre più dettagliata e ovviamente passo fondamentale per il lavoro di prevenzione.

Vi si chiedono (in lingua inglese, francese o spagnola) dati relativi al compilatore, alla vittima e alle circostanze dell’incidente. È anche possibile allegare la fotografia dell’oggetto che l’ha causato.

Ulteriori canali informativi sono la pagina Facebook e un canale YouTube.

bimbo
[fonte: openphoto.net  © Dani ]

 

Ci affidiamo ancora alle parole della d.ssa Baldas per apprendere qualcosa di più sulla storia, nel mondo e in Italia, dell’importante progetto:

Vengono registrati dati inerenti la sede, il tipo di complicanze, le caratteristiche specifiche del corpo estraneo, la situazione in cui è intercorso l’incidente, la presenza di un adulto supervisore, i dati di ospedalizzazione.

Finora il progetto ha raggiunto risultati significativi: le informazioni sui dati raccolti sono visibili online sul sito www.susysafe.org , si sono strette importanti collaborazioni con ospedali e istituti stranieri, grazie al lavoro svolto sono stati pubblicati diversi articoli sul tema su riviste scientifiche, è stato creato uno strumento di valutazione del rischio, si sono organizzati convegni e workshops e molto altro ancora è in via di sviluppo”.

Si stima che ogni anno, in Unione Europea, i casi riguardanti bambini di età compresa tra 0 e 14 anni siano circa 50.000, l’1% dei quali mortale. Tra questi, circa 10.000 incidenti coinvolgono oggetti inorganici, in generale fabbricati industrialmente, soprattutto parti in plastica e metallo, monete e giocattoli. Dei 2.000 casi all’anno che coinvolgono giocattoli, quelli mortali sono circa 20.

Sono dati che leggiamo sul sito. E che speriamo un giorno di non dover leggere più.

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