Dietro le Quarte

COME NASCE UN LIBRO – Seguiamo il lavoro di Umberto Longoni – 2ª puntata: La proposta all’editore

COME NASCE UN LIBRO – Seguiamo il lavoro di Umberto Longoni – 2ª puntata: La proposta all’editore
marzo 18
15:20 2014

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Aiutato dal fidatissimo consigliere Isidoro (vedi qui), Umberto Longoni aveva deciso con se stesso che sì, l’idea poteva certamente funzionare: un manuale da poter usare in autonomia per aiutare le donne a stanare nella folla di sorrisetti quello peggiore, quello del PERFETTO IMBECILLE.

Ma perché un manoscritto diventi libro, naturalmente, serve un editore.

Longoni non è nuovo all’attività di pubblicazione, e la fiducia che questa casa editrice gli accorda, dopo il successo di vendite dei suoi precedenti manuali, è totale. Ogni volta però si ripercorre la strada per discutere insieme il titolo, la copertina, la migliore forma da dare al testo, l’impaginazione… e dunque vediamo cos’è successo quando, con le sue pagine in braccio, Longoni è tornato in redazione da noi, incontrando Gabriella Castagnini, direttore editoriale, e Francesca Guagliumi, editor.

Raccogliamo il suo resoconto:

La scelta del titolo è stata abbastanza immediata. Ho parlato telefonicamente con la dr.ssa Gabriella Castagnini annunciandole che le avrei presto inviato tre nuove proposte con rispettive “scalette” e dicendole che una delle tre le sarebbe sembrata… molto particolare. Tuttavia ho preferito non svelarle a voce quale fosse… Comunque credo che, leggendo la mia successiva e-mail, abbia immediatamente compreso che la proposta singolare si riferisse al “Manuale del perfetto imbecille”! Le altre due? “Ricordati di ridere” e “Sbagliando si ama”. La dr.ssa Castagnini mi ha risposto, con spirito, che la scelta era ovviamente caduta sul manuale dell’imbecille.

Per quanto riguarda la copertina, la decisione è stata più “sofferta”. Le prime tre che ho visionato mi parevano belle, ma prive di mordente. Una, in particolare, nei colori e nella grafica richiamava troppo l’ultimo mio libro (“Peccato non peccare”). Un’altra assomigliava un po’ a “Istruzioni di sano egoismo” (il mio primo libro con FrancoAngeli…). La terza non mi convinceva molto nei colori e nell’immagine dell’ “uomo rospo” che porgeva dei fiori. L’idea, quella del finto principe che si rivela rospo, sembrava buona. Ma il muso del rospo era un po’ troppo forte, con occhi rossi strabuzzati!

La successiva copertina che mi è stata inviata mi ha colpito per l’uso del giallo come sfondo e in mezzo ancora il rospo con i fiori… Ma mi pareva mancasse ancora qualcosa. Sostituendo il muso del rospo con un altro sorridente, la copertina per me fu perfetta!!!

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Poco tempo dopo andai in redazione per stabilire i dettagli.

Da quel momento in poi, il “Manuale del perfetto imbecille” incominciò a prendere vita e a scriversi… quasi da sé

Ma andiamo dietro le quinte, pardon, quarte, e sentiamo il commento di Gabriella Castagnini:

Oh, è proprio vero, non potevo non prediligere quel titolo… Innanzitutto mi ricordava lo stile e dava continuità al lavoro iniziato con “Istruzioni di sano egoismo”, e poi indubbiamente era quello che colpiva di più, questione da tener conto quando si pubblica… Abbiamo anche parlato dei contenuti, e ho invitato l’autore a non trascurare l’imbecille non innamorato… quello che troviamo ovunque, anche al di fuori della coppia! Per quanto riguarda la copertina stabilito che avremmo scelto la “via del rospo”, abbiamo accolto tutti molto felicemente la scelta del fondo giallo, che ci arrivava da Alessandro Petrini, art director che ha curato la grafica. Il colore vuole esplicitamente ricordare i gialli Mondadori, visto che la lettura del manuale ci rende perfetti detective in grado di riconoscere dai dettagli l’imbecille che rischiamo di non vedere. Prese queste decisioni “tecniche” Umberto Longoni, autore “collaudato”, è stato finalmente lasciato più che libero di procedere nella scrittura, certi che avrebbe ancora una volta proposto l’impostazione fortunata che sino ad ora lo ha reso autore di gran successo, grazie anche ai test che il lettore può eseguire da solo per fare autodiagnosi e perché no, anche qualche risata.

 Sadica? Eh eh eh… Imbecilli, siete avvisati.

 

ARRIVEDERCI ALLA 3ª PUNTATA: “Le bozze”

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