Dietro le Quarte

NELL’OMBRA GRIGIA DI UN’ESISTENZA GRAMA Gli uomini, i caporali e gli uomini-caporali in psicologia sociale

NELL’OMBRA GRIGIA DI UN’ESISTENZA GRAMA Gli uomini, i caporali e gli uomini-caporali in psicologia sociale
gennaio 09
12:56 2015

Il dubbio, com’è per i filosofi, l’ha posto per la prima volta esattamente un secolo fa Totò, ipotizzando – nel significativo contesto del servizio militare a Livorno – la compresenza di Uomo e Caporale nella figura dell’essere umano. Qualche decennio dopo, nel 1952, la pubblicazione del libro dal titolo “Siamo uomini o caporali?” riproponeva e divulgava la questione, poi ripresa nel film di Mastrocinque, che a quel punto, nel titolo, faceva cadere il punto interrogativo.

Oggi, in un saggio che per la prima volta utilizza le riflessioni espresse nei film di Totò per un’analisi a carattere scientifico, la frase cambia ancora, tornando all’ipotesi iniziale e fornendo così  – dal punto di vista della psicologia sociale – una risposta all’inquietante interrogativo: “Siamo uomini e caporali” è il titolo del volume appena pubblicato dalla nostra casa editrice, frutto dello studio di Salvatore Cianciabella, psicologo e formatore, autore di articoli scientifici su cinema e psicologia.

Liliana De Curtis onora della sua firma una nota d’apertura mentre la prefazione è di Philip G. Zimbardo, che naturalmente fa riferimento al famoso Esperimento del Carcere Simulato di Stanford, che “ha mostrato in che modo la maggior parte di noi possa subire significative trasformazioni del carattere, una volta immersa nel gioco delle forze sociali. Ciò che immaginiamo che faremmo quando ne siamo fuori non somiglia molto a ciò che diventiamo e a ciò che siamo capaci di fare una volta intrappolati nel sistema”.

Da qui parte l’analisi di Cianciabella, che tocca i temi del rapporto d’autorità, della persuasione, di obbedienza e disobbedienza sui quali la storia, anche recente, ha purtroppo molto materiale da fornire. Basti solo pensare alla malvagità (forse la più atroce) dei “pari”, prima ancora che dei capi.

E in questa visione di male e bene “banali” scopriamo dai risultati di imponenti ricerche, ad esempio, che la possibilità di diventare malefico ai danni di un altro umano non è legata necessariamente a una patologia o a un’attitudine al sadismo: persone normali hanno compiuto in fase di esperimento gesti potenzialmente dannosi per l’altro solo in risposta a una richiesta carica di autorevolezza (e autorità).

Temi centrali, dunque, nei film di Totò e quindi nel libro, quelli della dis-obbedienza civile, utile al bene, e dell’obbedienza accecata, e di chi e cosa portano l’Uomo a tale cecità. Argomenti felicemente sintetizzati in una bella recensione proposta da “State of Mind. Il giornale delle scienze psicologiche”: http://www.stateofmind.it/2014/12/psicologia-disobbedienza/

Ma riascoltiamo Totò nel famoso monologo https://www.youtube.com/watch?v=7OMTjrTSDow e capiremo le parole introduttive dell’autore: “Un Totò rivoluzionario, che reagisce ai comandi di un’autorità ingiusta, che propone strumenti per difenderci e fare di noi degli eroi nella vita quotidiana e che sposa i principi dell’immaginario eroico promosso da Philip Zimbardo aiutandoci a trasformare ognuno di noi da spettatori ad attori della nostra vita”.

Ispirato dal Principe e visitandone i più famosi film, l’autore riflette, studia e con questo testo ci conduce alle dinamiche d’azione del Male, alla mancata azione del Bene.

Per tutti noi Uomini, per tutti noi Caporali.

 

www.siamouominiecaporali.it

(con un commento al libro in un’intervista al prof. Zimbardo nella sezione Archivio)

 

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